Congressi sui Giochi

CONGRESSI SUI GIOCHI

Che cos’è la vita? Dai templi più sacri alle strade di ogni giorno, è una domanda posta per lungo tempo, ma a cui non è mai stata data risposta. In questo Congresso L. Ron Hubbard presenta la sorprendente risoluzione, che deriva dalle sue ricerche innovative su un argomento a prima vista ingannevolmente irrilevante, ma che abbraccia effettivamente l’intera esistenza: La vita è un gioco! Perché, nonostante i contraccolpi della vita, il motivo per cui si vive ed il motivo per cui si gioca sono gli stessi.Che si tratti di baseball, polo o scacchi, studiando gli elementi del gioco ci troviamo in possesso degli elementi della vita. Ecco quindi le parti che compongono un gioco: Libertà, Barriere e Scopi, e gli esatti fattori che determinano un “gioco” ed una “condizione di assenza di gioco”. Descrive ancora più in dettaglio i quattro tipi di giochi, inclusi quelli che l’essere non sa di giocare; la base di tutta l’aberrazione. Conferenza dopo conferenza, L. Ron Hubbard descrive l’applicazione dei principi dei giochi a tutta la vita: dagli individui, gruppi e società alla rivelazione del perché ad un thetan piacciono i problemi e, di conseguenza, l’approccio nell'auditing non soltanto per migliorare la propria capacità di partecipare a un gioco, ma per arrivare alla verità stessa. Queste scoperte erano talmente innovative da formare anche l'essenza di quel che L. Ron Hubbard presentò al pubblico in questo Congresso: Scientology: I Fondamenti del Pensiero, un libro che battezzò ”Libro Uno di Scientology”.

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Potrebbero esserci migliaia di ragioni sul perché la vita venga vissuta. Potrebbero esserci migliaia di schemi su cui la vita viene costantemente ridisegnata. Ma ciò che ci fornisce i risultati migliori, quella che supera la prova, è la Teoria dei Giochi. Tutte le altre non reggono. — L. Ron Hubbard

Che cos’è la vita? Una domanda semplice. Eppure nel 1956 nel corso delle sue inarrestabili ricerche, L. Ron Hubbard parlò di riempire pagine e pagine con le possibili risposte… fino a quando stese un elenco di quasi cinquecento potenziali schemi di vita. E solo uno, il meno verosimile di tutti, si dimostrò vero. Così arrivò alla conclusione, ingannevole perché sembrava irrilevante, ma allo stesso tempo sorprendente, perché era completamente permeante: la vita è un gioco.

E con questa notizia che si diffondeva nel mondo di Scientology, con una promessa di persino qualcosa di più, non ci si meravigliò quando il Congresso sui Giochi chiamò a raccolta il più vasto numero di Scientologist di allora. Tutto iniziò in un fine settimana di vacanza, il 31 agosto 1956. E anche se lo Shoreham Hotel di Washington aveva precedentemente ospitato un congresso di Scientology, questo era diverso: aveva bisogno della sala da ballo principale, vasta e decorata, per contenere i più di 400 partecipanti. Questo senza contare i pupazzi di circa due metri “Mamma e Papà” coi quali L. Ron Hubbard dimostrò i Procedimenti di Gruppo nel periodo tra la prima descrizione dei giochi e la susseguente minuziosa analisi.

Prestp gli elementi e le regole di questo gioco hanno preso forma: libertà, barriere, scopi applicabili a qualsiasi gioco; Le condizioni che definiscono un “gioco,” tra di essi: identità, avversari, azione e emozione; Quelle che definiscono un “non-gioco,” che includono: soluzioni, serenità e assenza di movimento; Gli elementi del “controllo” - avviare, cambiare e fermare; Il ruolo che ha un individuo all'interno di un gioco - auto-determinato o pan-determinato; E persino il fattore di giocare il gioco in modo consapevoleo inconzapevole.

E a prescindere da cosa, dove e come si giocasse, le regole di base erano sempre le stesse e spiegavano la costituzione della vita stessa.

E qui sta l’essenza di tutto il resto che L. Ron Hubbard stava per presentare: la prima edizione di Scientology: I Fondamenti del Pensiero, il libro a cui si sarebbe riferito da quel momento in poi come il “Libro Uno di Scientology”.

Qui si trovano le conferenze che marcano un punto di svolta sui veri motivi per cui ogni precedente ricerca di risposte aveva fallito; la scoperta del perché un thetan ama i problemi e, di conseguenza, un approccio nuovo di zecca all’auditing, non solo per migliorare la capacità di giocare a un gioco, ma per raggiungere la verità stessa.